Collettivo 99
Collettivo: senza alcun significato di appartenenza partitica, il termine vuole essere riscoperto nella sua semplice accezione di comunità ed aggregazione capace di condividere degli ideali comuni – in questo caso un’idea di città per L’Aquila del post-terremoto, la Nostra Idea di Città -Territorio.
Giovani: la scelta di limitare l’accesso al collettivo agli under40 si motiva prima di tutto con la capacità , tutta giovanile, di saper “immaginare” il futuro, riducendo così il rischio di cadere in schemi e scenari preconcetti; in secondo luogo con la volontà di emancipazione dalle generazioni professionali precedenti, quelle che avevano fatto la città degli ultimi quarant’anni, nella assunta responsabilità di dover contribuire in prima persona alla creazione della città del futuro.
Tecnici: la grande varietà di discipline che si mostra necessarie per la ricostruzione si ritiene debba essere innanzitutto pervasa di quella “perizia tecnica” capace di rendere l’opera dell’uomo duratura e resistente alla potenza della natura, affinchè una casa possa essere un rifugio sicuro sempre.
Aquilani: pur volendosi avvalere delle tante competenze ed energie che dall’esterno della città potranno pervenire, il collettivo ritiene che spetti e sia dovere della comunità aquilana essere artefice del proprio destino futuro, rinnegando qualsiasi intervento piovuto dall’alto o ideato e realizzato esclusivamente da competenze e manovalanze esterne.
99: è il numero che lega L’Aquila alle sue origini, ai 99 castelli che secondo la leggenda contribuirono alla sua fondazione nel 1254 e che ne segnarono indelebilmente il tessuto intarsiandolo di 99 chiese, piazze e fontane e da cui, ancora una volta, criticamente e nella contemporaneità , il collettivo intende ripartire.
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