C.A.S.E. Maledette C.A.S.E.
12 giugno 09 ~
Luca D'Antonis ~
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Alla nona settimana dal giorno infausto del nostro sisma, percepiamo già in modo assolutamente inequivocabile il delinearsi del dramma futuro. Le ordinanze indegne già uscite in merito alla ricostruzioni leggere, lasciano presagire ulteriori afflizioni su quelle pesanti, ma se ne parlerà in dettaglio in altra occasione. Vogliamo qua delineare invece ciò che oramai è lampante in merito al presidenziale piano C.A.S.E.
Il governo centrale per esigenze sembra estetiche (nel linguaggio mediatico) ma assai più probabilmente appaltanti (sul piano sostanziale) non ha voluto concedere alle popolazioni terremotate né case di legno né container abitativi . I proclami hanno definito “brutta†questa soluzione, che pure in Umbria e Friuli ha funzionato egregiamente quantomeno sul piano della elaborazione del periodo di emergenza. Il percorso che in passato è sempre stato seguito è quello delle tende per i primi giorni, poi i container ed infine le case di legno.
Al di là di una “sensibilità estetica†assai sospetta, il governo centrale ha brillato nel caso del terremoto di L’Aquila (perchè tale è stato, e non d’Abruzzo), per una altrettanto totale insensibilità al processo empatico verso gli sfollati. Con proclami mediatici, prontamente smentiti dai fatti, subito dopo le elezioni, il governo aveva promesso una ricostruzione al 100% (come d’altro canto avvenuto in Umbria dieci anni prima), aveva promesso la zona franca fiscale (subito evaporata) e una ricostruzione rapida ed accurata.
Per onore di verità , subito si era parlato di “new town†ipotesi respinta coralmente da tutti gli Aquilani e da tutte le frazioni, ecco quindi che si è sviluppato in pochissime ore l’ormai famigerato piano C.A.S.E. . In un convegno recentemente organizzato dall’ARA, l’esimio Professore, Architetto Karrer, ha palesemente chiarito anche sul piano tecnico-sostanziale, che il costruito previsto dal piano C.A.S.E. una volta andato a regime non sarà né mai potrà essere, neppure il simulacro di un campus universitario; il concetto stesso di “campus†è opposto alla dislocazione destrutturante ed alla caratteristica costituiva nelle ubicazioni individuate.
Qua entra in gioco però il Comune di L’Aquila e con esso, il ruolo dell’Architetto De Masi, che inesorabilmente sarà a storica memoria il padre putativo di questo scempio urbanistico, mascherato da intervento d’aiuto. Ma al di là della oggettiva demenzialità urbanistico-pianificativa operata in combutta, che si è evidenziata nella identificazione e dimensionamento delle aree, vi è un’altra questione forse ancora più sottaciuta e grave, che è quella della impostazione istituzionale del progetto.
Nel processo di genesi di questa assurda destrutturazione urbanistico-territoriale, scopriamo una totale passività imposta a tutti i territori e alle popolazioni coinvolte; è mancata ogni valutazione di impatto ambientale, antropologico, economico, infrastrutturale e sociologico; sono mancate tutte le fasi di confronto e concertazione con le amministrazioni locali, le parti sociali, i cittadini. Ecco quindi che viene a galla anche una strategia impositiva del piano C.A.S.E. che trova il maggiore alleato nella disperazione di chi ha perso tutto, o quasi.
Per sostenere mediaticamente il piano C.A.S.E. lo si è disegnato come la soluzione alle tendopoli senza passare per le case di legno, ma poi le case di legno (ad opera e spese private) sono spuntate e continueranno e moltiplicarsi ugualmente, nel frattempo decine di migliaia di disgraziati vengono tenuti in tenda come bestiame, con la promessa di un tetto a breve. Bisogna ora valutare alcune questioni “numericheâ€; il piano C.A.S.E. dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) sistemare circa dodicimila persone, ma mancano all’appello altre decine di migliaia di senzatetto, dove andranno costoro? Ecco quindi che proprio ciò che il piano C.A.S.E. e la sua progandistica presentazione dovevano evitare, viene da esso generato.
Gli effetti diretti di aver imposto una serie di costruzioni definitive anziché temporanee stà avendo effetti distinti e palesi:
- Tenere gente per mesi e mesi nelle tende, quando con poche settimane con casette di legno costoro sarebbero stati sistemati in modo assai più dignitoso e confortevole ed economico.
- La new town che si voleva respingere viene di fatto re-imposta, frazionandola.
- Il ricorso a logistiche di emergenza quali hotel etc.. perdura con effetti enormi di costo e disagio, tenendo lontani dal bacino socio economico sinistrato migliaia di persone.
L’altro inevitabile e sottaciuto elemento distintivo del piano C.A.S.E. è il suo connotarsi inequivocabile sul piano socioantropologico: esso è l’istituzione di un ghetto. Coloro che vi finiranno alloggiati sono accomunati unicamente dalla sventura; i “marchiati†dallo stemma a fuoco del terremoto, saranno accorpati in dispregio di ogni culturalità e senso di comunità ; questi disperati verranno ammassati con la stessa logica delle tende: verranno messi lontano da occhi indiscreti a sopravvivere nel loro isolamento inquietante e terribile, in una parola quindi ribadisco “ghettizzatiâ€.
C’è da auspicarsi solo una cosa: dato che solo per le piattaforme antisismiche si sono sottoscritti appalti per circa 95 milioni di euro, in questi tempi di vacche magre, dobbiamo augurarci nella nostra disperazione, che al primo stato di avanzamento i lavori si fermino per mancanza di denari.
Mi sono divertito a calcolare quanto poco sarebbe costato mettere tutta la città in case di legno; questo è il risultato: una casetta di legno di 50 metri quadri in economia di scala sarebbe costata circa 15.000 euro completa di attivazione di servizi, impianti ed arredi. Una costruzione del genere avrebbe potuto alloggiare a tempo indeterminato un nucleo familiare di tre-quattro persone, (la media è 3,5); pertanto se tutti gli sfollati, compresi quelli con le case agibili, fosse stata alloggiata in casette del genere, per i 60.000 sfollati ne sarebbero servite circa 17.000, con un costo di 255 milioni di euro, ovvero un terzo del costo del solo piano C.A.S.E., che basta solo per uno sfollato su tre.
La superfice necessaria a collocare 17.000 casette di legno di 50 metri, trattandosi di costruzioni temporanee, si sarebbe potuta inserire direttamente nel tessuto urbanistico di vicinanza, già urbanizzato, senza dover ricorrere né ad espropri (ma ad affitti) né a consumo di territorio definitivo. Le aree di collocamento più diffuse avrebbero potuto rispettare al massimo la prossimità con il luogo di provenienza degli sfollati mantenendone vivo il tessuto sociale ed economico, realizzando una soluzione rapida ed economica (senza alcuna spesa per alberghi, residence, viaggi di transumanza etc…) .
Ci hanno raccontato di non avere soldi per le nostre seconde case, ma come si vede, i soldi ci sarebbero stati, e tanti, ma non verranno usati per ricostruire una città , ma per confinare nei ghetti i suoi cittadini, oppure per costringerli alla diaspora. L’antico progetto di distruzione di L’Aquila, il furto del suo ruolo di capoluogo culturale e direttivo si stanno compiendo, ed in questo il lavoro congiunto delle altre province d’Abruzzo e della direzione regionale il cui baricentro è totalmente gravante sulla costa, stà lavorando assai attivamente, accelerato persino, dalla totale paralisi di idee ed azioni dei rappresentanti politici locali.
I pochi soldi che erano degli aquilani, verranno indirizzati a strutture commerciali sociali e ricettive sulla costa, asfissiando ancora di più la già minata economia locale.
Negli anni settanta gli Aquilani ebbero la forza e la dignità di ribellarsi alla loro pianificata distruzione istituzionalizzata, oggi potrebbero essere spinti dalla disperazione.
Commenti a “C.A.S.E. Maledette C.A.S.E.”
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la disperazione porta a dover accettare tutto cià che ci viene dato; i cittadini non vedono l’ora di entrare nelle CASE , perchè sono sfiniti dal soggiorno in tenda o dai viaggi giornalieri dalla costa
A nessuno interessa ciò che diventerà quella che era la nostra città e che ci è stata espropriata dal 7 aprile; tutti cercano soltanto la propria sistemazione familiare
I cervelli , non solo degli aquilani, sono avvolti da torpore e nebbia; nessuno si indigna, la partecipazione alle varie iniziative è scarsa
Purtoppo siamo di fronte ad un tragico mix di autostima malata e patologica avidità .
Le casette temporanee o i container in attesa della ricostruzione sono una scelta di semplice buon senso.
Nessun tecnico con un minimo di sale in zucca armerebbe il cemento delle piastre antisismiche durante uno sciame sismico.
Anche una scossa di piccola intensità durante le fasi di presa del cemento rischia di vanificare tutto il lavoro.
Ovviamente il capitolato speciale sulle piastre non è possibile trovarlo da nessuna parte.
Viene il sospetto,del tutto lecito,che abbiano nominato qualche general contractor di cui è opportuno non far conoscere il nome altrimenti si risalirebbe allo schema di divisione delle mazzette e magari gli si potrebberoro imputare anche i plateali insuccessi ottenuti in altre iniziative di impresa.
La storia mi ricorda tanto un inceneritore costruito per finta per sbloccare il sequestro giudiziario dei pagamenti.
Per adesso sappiamo che lo stanziamento coperto da garanzia statale ammonta a 400 milioni di euro per il 2009 e altri 300 per il 2010.
Nessuno ci dice che magari ci sono anche finanziamenti privati ,in primo luogo perchè sarebbero leggermente impopolari visti gli espropri,in secondo luogo perchè entrerebbero in gioco sulle concessioni per gli affitti delle casette.
Abbiamo di fronte schemi già visti.
Si costruisce con soldi pubblici e poi si da in gestione ai privati.
Correggetemi se sbaglio.
Alla fine le barakke di kakka costeranno 700 milioni di euro.
Consistono in 150 edifici il cui costo cadauno,comprensivo di piastra,si aggira sui 4.666.666 euro.
Ogni edificio avrà una superficie abitabile di 1700 mq.
Quindi il costo a mq sarà di 2745 euro.
Ma voi paghereste 2745 euro al metro quadro per una barakka a cese di preturo?
Non dimentichiamo che il terreno non l’hanno neanche pagato.
Però ,se vuoi,puoi parcheggiare la macchina sotto la piastra antisismica…..
Senza contare il grazioso regalo che fanno allo sciacallo locale proprietario di aree adiacenti alle barakke.
Ogni area ospita mediamente un migliaio di persone.Quindi chi avrà i terreni vicini per fare un baretto,una tabaccheria o un piccolo supermercato potrebbe guadagnare cifre considerevoli.
Comunque c’è sicuramente un contractor se non addirittura un concessionario.
Anche perchè con il decreto abruzzo hanno modificato le norme di trasparenza amministrativa.
Sarà meraviglioso (si fa per dire) sapere che il posto in barakka è convenzionato solo se rinunci ai diritti di ricostruzione,altrimenti paghi un regolare affitto.
Ovviamente in gran parte ,ingolositi,opteranno per l’affitto e il barakkume va a rendita ogni mese di almeno un paio di milioni di euro.
Oppure magari c’è(anzi c’è sicuramente) una
convenzione che prevede l’opzione in acquisto e le barakke le paghi pure due volte.
Può darsi anche che l’accordo sia successivo.
Ma calcolando che la protezione nasconde qualcosa e che berlusconi le mazzette le vuole cash and laundry ,sicuramente c’è un pezzo di carta pubblico scritto da qualche parte.
ho saputo da un’impresa locale che sta preparando dei preventivi per la realizzazione delle case.che le suddette case con struttura in ferro, avranno pareti in cartongesso!!!!
figurttt
Queste volgarissime stamberghe multicolore convincono sempre meno.
Per andarci ad abitare o paghi l´affitto o fai un contratto di riscatto oppure le danno in proprieta´con divieto di alienazione per 20 anni.
Dopo venti anni,essendo costruite di cartapesta,saranno veramente delle spelonche.
Ovviamente quelli che la prendono di proprieta´dovranno cedere gli immobili distrutti a fintecna.
Di solito queste rovine dovrebbero andare al comune, invece hanno previsto che semmai in futuro il comune le puo´riacquistare da fintecna pagando pure gli interessi.
Con che soldi?
E´evidente che fintecna potra´vendere,per esempio,il centro storico in blocco a Gheddafi o alle banche.
Secondo me, nel centro storico potremo avere il caso contrario e´cioe´che verranno dichiarati come E e F anche gli immobili che possono essere fruibili con poche riparazioni.
Anche perche´ e´ possibile far passare un´immobile da B a C ,ma se lo dichiarano E come fai a dimostrare che invece e´ancora buono?
Inoltre mesi e mesi di alberghi sono insostenibili per le casse pubbliche e si rischia che si spende piu´di alberghi che di barakke.
Quindi preparatevi a questo che ,comunque ,e´sempre di proprieta´di fintecna:)))))))
http://www.navimania.net/index_file/tirrenia/tirflotta.htm
Dipende da quanto c’è ancora da depredare in cassa.
Le navi tirrenia sono pubbliche,i dipendenti sono pagati dallo stato e ovviamente hanno un passivo della malora tutto italiota.
Mandando le tribù della diaspora sulle navi pubbliche ,lo stato risparmia qualcosa.
Se ci sono soldi invece si manda il popolo delle tende sulle navi di aponte o di costa.
Anche perchè questi osti della costa potrebbero guadagnare qualcosa ,specie durante l’inverno,con i loro albergucci-lupanare ,ma un ricchezza diffusa è una bestemmia in ogni repubblica delle banane che si rispetti.
A proposito dovrei conferire urgentemente con bertolaso,dove lo posso trovare?
Guarda se non è sotto interrogatorio di qualche procura ,lo puoi trovare presso la
DI.COMA.C. (Direzione COllettoreMAzzette Centralizzata) che è l’ufficio che si occupa della distribuzione tecnica della refurtiva e si trova dentro una caserma della Guardia di Finanza.
Per parlare direttamente con lui devi dire che devi consegnare il contributo per la ricostruzione.
Solo in quel caso finisce momentaneamente di sfogliare le riviste gay e ti riceve.
Non dare assolutamente la borsa con il contributo al suo assistente personale (quello con la barba) perchè ,oltre a essere un altro frociaccio della malora,fà la cresta sul malloppo.
Se vedi bertolaso ,salutalo da parte mia e mandalo a fare in culo (se non ci sta già ovviamente).
..Eh ma la cosiddetta sinistra non la racconta giusta.
Fintecna è sempre stato un feudo di prodi ,berlusconi non ci può appizzare perchè le azioni sono pignorate dalle banche.
Trattasi forse di un inciucio di questo genere:berlusconi magna sulle barakke e le banche lucrano sulla speculazione immobiliare.
Trattandosi di un investimento a lungo termine ,chi è dietro a fintecna comprerà i terreni a spese dello stato e poi li rivenderà a terzi.
E’ ovvio che preferiscono chi abbia la liquidità .
La liquidità al momento la hanno i paesi fornitori di petrolio.
L’Aquila mussulmana?
Non è da escludere.
Quelli della protezione però ogni tanto si confidano con la stampa straniera e dicono come stanno realmente le cose….
http://www.reliefweb.int/rw/rwb.nsf/db900SID/MWAI-7SQ523?OpenDocument
Questo articoletto invece spiega molte altre cose.Fintecna immobiliare che è il braccio operativo di fintecna per il settore immobiliare NON E’ un soggetto pubblico bensì un comitato d’affari privato.Quindi con il decreto-abruzzo i diritti immobiliari più golosi sono stati ceduti di fatto a privati.
P.s.:l’altro ieri berlusconi era a cena a portofino con tronchetti di pirelli RE,socio di fintecna immobiliare…..
http://archiviostorico.corriere.it/2008/agosto/08/Cash_per_miliardi_nel_futuro_mo_0_080808011.shtml
E’ inciiucio ,è inciucio!
Un inciucio di sciacalli da divorano il cadavere da destra e sinistra della carcassa.
Il Ministro dell’economia Giulio Tremonti ha ribadito «non è stata pensata(fintecna) per fare acquisizioni di abitazioni nelle zone abruzzesi colpite dal terremoto» ed «è una struttura che può rivelarsi molto utile per i suoi buoni rapporti con le banche»(link).
Secondo me ,se sono in buona fede cialente e la pezzopane si dovrebbero dimettere.
Tanto cialente ha lui stesso ammesso che non conta niente(quindi che ci stà a fare) e la pezzopane è priva di mandato popolare essendo in proroga anche se non si capisce perchè in quanto per le europee ci hanno fatto votare.
http://www.carta.org/campagne/beni+comuni/17406
Sono dei criminali nazisti quelli della casta.
A neanche 20 giorni dal sisma si erano giÃ
messi d’accordo con decreto come spartirsi la torta della ricostruzione.
A destra le casaccie ,a sinistra i diritti immobiliari e il tutto officiato dalle banche come sommi sacerdoti del tempio dell’usura.
Hanno messo la gente nelle tende e fuori città ,privandoli di ogni diritto anche costituzionale, accecati dalla bramosia di denaro e potere.
Nella legge sul terremoto per l’irpinia era chiaramente scritto che i diritti immobiliari andavano ai comuni ,non certo ai privati!
Con mese di gestione dell’emergenza(uno solo dei tre trascorsi e dei molti a venire)si sarebbe potuti alloggiare tutti i cittadini in camper ,roulotte, container e prefabbricati.
Con un altro mese di gestione si erano già montati i prefabbricati per le scuole.
E invece no!
Solo campi di concentramento oppure invito ad andare al confino di polizia.
Siamo in mano agli aguzzini di cui a Matteo 18,23-35.
Pirelli Re: titolo non riesce ad aprire (+49,89% il rialzo teorico)
(END) Dow Jones Newswires
June 15, 2009 03:39 ET (07:39 GMT)
Dopo la cena di venerdi col tronchetto.Affare con gheddafi o robba di montagna?
E´piu´probabile gheddafino.
Se si sono visti a portofino e´perche´ vogliono che si sappia.
Cosi´gheddafino sa´che l´affare e´andato in porto senza che lo sappiano gli americani.
Come sono furbiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii
Secondo me obama oggi a berluscofilo lo caccia fuori a pedate:)))))
Pero´anche con la speculazione di montagna,l´azionariato ci guadagna…vedremo.
Sono usciti sul sito della protezione civile degli stralci sull’appalto dei basamenti di cemento ove mettere le casette di legno.
Ovviamente non parlano di prezzi,di aree dove vengono realizzate…praticamente non dicono quello che interessa, come al solito.
Ma se bertolaso è il capo della protezione,tecnicamente è un protettore che difende berlusconi nelle sue sciacallate.
Ora ,berlusconi è anche un pappone,quindi bertolaso è il protettore di un pappone ,il pappone del pappone,una specie di pappone al quadrato.
Non ho per niente fiducia.
Nel testo modificato al senato e che dovra´ entrare in vigore hanno precisato che le barakke di kakka spettano a chi ha la casa distrutta o inagibile, ma a condizione che non abbia trovato altra sistemazione nel comune o in comuni limitrofi.
Che significherá?
Non c’ho mai visto chiaro da principio con questa fintecna, come non mi è mai piaciuto il pasticcio delle c.a.s.e.
Tutto puzza di speculazione lontano un miglio, ma avranno gioco facile perché ci sono di mezzo i bisogni elementari delle persone, che non sempre sono in grado di capire o di guardare più in là del momento (e il momento è brutto assai).
Torno al punto che per me è fondamentale: l’informazione.
Come fare perché qualche giornalista serio, tipo la Gabbanelli, porti alla luce la spazzatura che si intuisce, racconti delle scelte disastrose fatte con questa gestione dell’emergenza, dello strapotere della protezione civile che non risponde a nessuno di ciò che fa… ?