Solide basi per solide estensioni
6 giugno 09 ~
Paolo Ardini ~
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I trenta secondi che hanno spezzato troppe vite, distrutto tante speranze e sconvolto le nostre esistenze non potranno mai essere cancellati, così come la terra testimonia con le sue spaccature, i muri con le loro crepe e le strade con le rassegnate macerie.
Dietro le macerie
Sconfitti dal sisma non sono stati solo gli edifici ma anche e soprattutto i destini di tante persone che con occhi a guardare il nulla hanno un passato cancellato e non riescono ad intravedere un fututro.
Dopo quel giorno camminiamo su un filo troppo sottile che divide il vuoto lasciato dalla nostra più intima storia cancellata e il vuoto di un futuro impossibile da immaginare adesso: quale peggior destino per una comunità ? Negazione delle proprie tradizioni ed usi di cui andar fieri e frustrazione di un futuro incerto.
La terra che ha tremato ha sgretolato non solo l’imponenza delle nostre chiese, palazzi e case ma, come un colpo di rasoio sferrato nell’intimo, ha spianato la nostra dignità , la dignità quotidiana, quella che spesso viene data per scontata.
Questo è stato il nostro destino comune e per chi ha amato nel profondo la nostra Città e la ama ancora c’è un dramma con il quale è sempre più difficile confrontarsi man mano che il tempo passa: tornare con la mente sull’Aquila e cercare di non cadere nello sconforto, trattenendo a stento le lacrime nel ricordare quello che era e vedere quello che è oggi.
Cosa dovrebbe essere ora
Per ridare dignità ad un popolo è necessario che questo ritrovi i suoi riferimenti, che riacquisti l’orgoglio ferito e che torni a sperare nel futuro affinchè i propri sforzi e sacrifici non appaiano vani salti nel vuoto. Occorre che ciascuno di noi si riappropri della vita, ma come è possibile riappropiarsi di qualcosa che non c’è più?
Nasce quindi l’esigenza di creare il campo, ormai arato dal disastro, in cui coltivare i semi che producono ciò che ci è venuto a mancare, un terreno vergine e fertile che accolga nuovamente i frutti che il destino, nella forma di una terra cinicamente tremante, ci ha strappato così bruscamente.
Nello slancio fiducioso che ha accompagnato e accompagna tutt’ora molti di noi, galvanizzato da un ritrovato e spesso sottomesso in passato amor comune di sano campanilismo, ci si scontra sovente con un’indifferenza e un cinismo dimostrati da molti concittadini che hanno scelto la strada più breve per combattere la crisi interiore che il sisma ha generato i ognuno di noi, ovvero quella di esaltare il proprio ego e di ignorare il problema.
Ma come le nostre montagne ci insegnano fin da quando siamo piccoli, la strada più breve per arrivare in cima o risalire in alto è spesso la più pericolosa e si rischia di cadere giù o di perdere l’orientamento.
L’Aquila che volteggia sulle cime, quando deve prendere quota, sfruttando le correnti, è la dimostrazione di come la concomitanza di tanti fattori, la coralità degli eventi e la collaborazione di ciascun elemento all’unisono portino a raggiungere la mèta.
Non possiamo più esimerci dal sentirci parte di un meccanismo naturale, verso il quale abbiamo dei doveri ben definiti e che non concede assoli dettati dall’avarizia o dall’ambizione smodata, tantomeno possiamo ignorare il ruolo che ciascuno di noi ricopre all’interno di una comunità che, benchè ferita ed agonizzante, non teme una morte rapida grazie a poche volenterose persone.
Chi non ha provato un forte ridimensionamento interiore dopo il 6 aprile?
Per chi crede, il terremoto è forse la manifestazione di un Dio vigile sulle nostre azioni, per chi non crede un segnale della natura che non ammette inganni, che non concede eccezioni alle proprie leggi fisiche. In ogni caso, ciascuno di noi è stato in qualche modo riposizionato nel mosaico della vita, nel contesto in cui la natura (o Dio) ci ha resi attori protagonisti e comparse al contempo, unici ma complementari tasselli.
Perchè il sacrificio non sia vano
Personalmente, provo un senso enorme di vuoto nel profondo, un vuoto, che a ben riflettere, sembra incolmabile tanto devastante è stato il terremoto nella sua manifestazione più soggettiva.
Ma istintivamente provo anche un forte orgoglio che mi induce a reagire e a risanare questa ferita. Percepisco adesso che questo evento è paragonabile ad un colpo di spugna, di quelli che su una corazza, che sembrava collaudata, cancella i graffi superficiali ma lascia immutati e persistenti i solchi più profondi, i tracciati più importanti della vita.
Ripulita, la mia anima avvolge il profondo vuoto che mi riempie ed è pronta a contenere nello stesso spazio un nuovo habitat in cui ricostruire. Come ho già avuto modo di dire, la storia della nostra città è ora pronta ad accogliere un nuovo capitolo e quella storia siamo noi, i monumenti servono solo a ricordarcela.
Io non crollo, o almeno non crollerò con la stessa rassegnazione con la quale le pietre della nostra città ci guardano ora dal basso, abituate com’erano ad osservare le nostre vite molti, troppi metri sopra le nostre teste.
Io non crollo, non crollerò finchè continuerò ad amare questa città che mi ha accolto e protetto nei suoi vicoli quando il mondo era troppo rumoroso ed in essi cercavo silenzio e conforto.
Io non crollo, a dispetto di una terra che ci ferisce dal profondo e un cielo che ci frustra con acqua gelida dall’alto.
Io non crollo, perchè le mie ossa saranno le colonne e le travi di un nuovo edificio, l’inizio della ricostruzione che deve avvenire prima dentro ciascuno di noi e poi tutt’intorno, proiettandosi verso l’esterno, cercando nuovi spazi in strutture, questa volta fisiche, nelle quali far crescere nuovamente le nostre singolarità .
Io non crollo, perchè già so che tanti come me e prima di me non crolleranno.
Solide basi per solide estensioni
Ogni piano dovrebbe essere progettato per sorreggere il piano a seguire e tutti i piani successivi.
Aldilà delle responsabilità soggettive che questa frase implica nello scenario tecnico di questo evento, nel circo mediatico volutamente pilotato che ha delineato, nell’atteggiamento scandaloso di chi sa ma non dice ma ancora più scandaloso di chi sa ma ignora perchè vuole che le cose non cambino, aldilà di tutto, dicevo, queste parole dovrebbero essere un monito per le nostre coscienze.
Ho sempre basato tutta la mia vita e le mie scelte su pochi ma determinanti fattori, a volte anche controcorrente ed opinabili, ma sempre fermi e risoluti. Ho sempre concepito l’idea di crescita come un’evoluzione di una base già forte e radicata, sulla quale è sicuro costruire ed altrettanto sicuro ricadere se il livello superiore non è altrettanto forte a sorreggermi.
Volendo sintetizzare una regola: solide basi per solidi estensioni, una legge la cui omissione pesa sulle nostre (ed altrui) coscienze come i corpi di 306 vittime innocenti.
Ma non vorrei generalizzare, non voglio sentirmi complice dei vermi che hanno anteposto gli interessi alla vita di persone innocenti e contribuito a sconvolgere l’equilibrio, già precario, di un intero capoluogo di regione…spero solo che chi vuole intendere intenda, perchè non esiste futuro se continueremo ad ignorare questa legge.
Ed allora mi chiedo, in maniera anche impopolare, se sia conveniente e fruttuoso richiamare a raccolta tutti i concittadini che, per forza di causa maggiore ed agevolati da una diaspora anche ben stimolata ed attuata dal nostro Governo, non riescono a concepire un concetto di società civile come quello espresso dalla suddetta legge.
Se la concezione rimane quella del “facciamo le cose alla spera in Dio”, bene, che diaspora sia allora, perchè le convivenze forzate senza le basi comuni sono controproducenti e dannose.
Ma io credo negli aquilani, credo che quella fetta di persone sia irrisoria e ho sempre creduto che, dietro una cortina di ferro ostentata, ci sia un cuore enorme. Le pecore nere possiamo anche isolarle in un secondo momento e i responsabili degli scempi condannarli noi stessi…perchè giustizia sarà fatta, in un modo o in un altro.
Adesso parliamo noi
- L’Aquila non è la città di cartone come tanti l’hanno volutamente descritta, non è la città delle infiltrazioni camorristiche o mafiose, la camorra, questo è certo, ha trovato terreno fertile a Palazzo, non tra la gente per bene.
- L’Aquila non è la città della xenofobia, del terrore dello stravolgimento dello status quo, degli studenti maltrattati, del degrado urbano, delle speculazioni e dei quartieri dormitorio. Questa è l’immagine che una ristretta cerchia di persone ha purtroppo perpetrato negli anni, una casta di vecchi ereditieri legati a dinamiche di partito squallide, che ci ha svergognato e che non devono trovare più spazio nella nostra città e dalla quale noi, nuova generazione, ci distacchiamo in toto.
- L’Aquila non è il capoluogo di Regione che vive sulle spalle dello stato, è una realtà molto complessa fatta di servizi, professionisti e piccola e media impresa, motori trainanti di un’economia già provata che l’incapacità delle nostre Istituzioni ha aiutato a disintegrare mentra ci facevano credere di sostenere.
- L’Aquila è la città dei vincoli artistici ed ambientali fittizi, che non hanno però evitato che la speculazione edilizia rosicchiasse le montagne per costruire palazzi su faglie attive e non hanno altresì evitato il depauperamento dei fondi pubblici per opere incompiute e insensate (oggi più che mai).
- L’Aquila è la città che oggi, nelle figure dei Comitati, si raduna per decidere il destino comune, preoccupandosi anche delle persone che non ci sono, per chi ha perso troppo per credere che un qualcosa possa rinascere e per chi ha perso troppo poco per capire cosa è realmente successo. In queste persone, soprattutto nei lavoratori operatori locali, mi riconosco facendone parte anch’io e non concedo, come già successo, che qualsiasi tipo di strumentalizzazione venga messa in atto, di nessun genere. Pur rispettando le singolarità e peculiarità di ciascun Comitato, anche quelli di matrice spiccatamente e dichiaratamente politica, mi sento in dovere di prendere le dovute distanze, essendo convinto che il bene comune, la ricostruzione post-terremoto e l’amore per la propria città non abbiano colore di sorta.
- L’Aquila è la città che oggi vede un passaggio di consegna tra una generazione che, in buona misura ma senza generalizzare, ha speculato sulla città stessa; che nell’eccezionalità tragica di questo evento ha dimostrato come molti mass media tradizionali siano deviati e che devono lasciare il posto ad una comunicazione libera completamente svincolata.
- L’Aquila è oggi la città che chiede risposte ed è capace di costruire le proprie certezze, risposte dalle proprie Istituzioni, da un Governo che dovrebbe ascoltare e cooperare con il tessuto sociale più legato alla terra, perchè il ruolo di padre-padrone, a noi aquilani, non è mai andato a genio e storia insegna.
Lo dicevo da subito: una ricostruzione non concomitante con la popolazione è un progetto fallimentare in partenza ed è, purtroppo, lo scenario che si sta delineando con la delocalizzazione messa in atto con il progetto C.A.S.E.
Io l’ho vissuto, io posso capire
Rabbia, dolore, disorientamento e paura. Sicuramente sono questi i sentimenti che ci accomunano, quelli che trapelano dai nostri occhi ogni volta che ci fermiamo a parlare. Ma più di tutti, credo, c’è la comprensione, spesso tramutata in invidia e astio quando vediamo quale disparità di trattamento ci è stato riservato dagli eventi (ma questa è un’altra storia…).
Comunque, alla base, c’è l’esperienza comune che ci induce ad essere comprensivi, almeno per quanto mi riguarda, nei confronti di chi ha vissuto la nostra stessa esperienza.
Non giustifico l’atteggiamento rilassato che molte persone stanno avendo in questo momento, esiliate (e qui mi ripeto, con una volontà governativa ben definita) in una realtà alienante, lontani dalla propria terra e dalle proprie case, lontani da un centro storico che, seppur martoriato, incute comunque una sicurezza di appartenenza.
Mi riferisco a chi è realmente esiliato, non ai porci che, per abitudine anche pre-terremoto, stanno approfittando del momento per godersi una vacanza. A loro faccio riferimento ed a loro è diretto il mio appello: reagite e tornate nella vostra terra!
Nulla sarà cambiato quando tornerete, non troverete il centro storico sicuro, ripulito e vivo come un tempo. Non troverete le vostre case raddrizzate e i muri riparati. Niente di tutto questo.
Tutto è fermo per quanto riguarda le iniziative governative in merito alla ricostruzione. In quel contesto ci si è affrettati solo con i bandi di gara per il progetto C.A.S.E.
Ma chi conta veramente è qui, stiamo lavorando per noi e per tutti e aspettiamo solo che l’atra metà “buona” della città si unisca a noi per vivere la ricostruzione come un’occasione di crescita comune ed un’opportunità per tutti.
Io rivolevo L’Aquila bella come prima, ma adesso ho la possibilità di riaverla anche migliore.
Noi siamo la solida base per le nostre solide estensioni.
Paolo Ardini
Web designer
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Il problema principale sono gli sciacalli.
Ma non i rom che rubano qualche suppellettile semmai i topi di fogna che approfittano come prima e piu´di prima delle situazioni di oggettiva difficolta´.
Propongo l´istituzione di una squadra segreta apartita che abbia a cuore quanto detto dal sig.Ardini nell´articolo.
Dopo una breve istruttoria su un eventuale caso di sciacallaggio ,si prende lo sciacallo e lo si riempe di cazzotti fino a quando non caccia i soldi rubati.
Poi puo´continuare a fare lo sciacallo ,ma la squadra riva´ a casa sua e lo riempe di cazzotti ect. ect.
Se lo sciacallo vuole continuare nei suoi atteggiamenti si assume questo ulteriore rischio di impresa.
Comunque di solito i piu´tosti alla terza scarica di botte lasciano perdere.
Fatto cio´,ti viene su´un´amore di citta´,una bomboniera ,un bigiu´.
Piano geniale nella sua semplicita´.
E se i vari sciacalli ,topi di fogna chiamano qualcuno della camorra a dare man forte alle loro angoscianti pretese?
Nessun problema.
Essendo i luridi cani notori vigliacchi,non si puo´sapere quale di quelli abbia richiesto l´ausilio della camorra.
A quel punto quindi si prendono tutti indistintamente e li si aiutano generosamente ad abbreviare l´esperienza umana cosi´ platealmente sprecata.
Poi si radono al suolo le loro abitazioni e sulla spianata viene messo un elegante cesso pubblico intitolato alla loro memoria.
Ricordiamoci che la pazienza,dopo un certo limite,cessa di essere una virtu´.
Deus docet.
Berlusconi ha rifiutato gli aiuti internazionali.
Se avessimo le palle noi rifiuteremmo gli aiuti di berlusconi e della sua promessa meravigliosa barakka di kakka per tutti.
Ma poi e´un vero imbecille.
E´stato cornificato dalla moglie e dall´amante noemi.
Come cazzo si fa ad essere cornificati dalla moglie e dall´amante contemporaneamente??
Neanche prodi e´ riuscito a fare cose del genere anche perche´purtroppo e´limitato persino nella sua idiozia.
Personalmente non ho alcuna fiducia nella capacita´di berlusconi di tenere lo cose sotto controllo.
Le corna della moglie se le mettesse in testa e quelle di noemi su per il sedere.
Benvenuto a L`Aquila!Silvio!..anzi Papi!
Giusto Pierre!
E a proposito di pagliacci ,io sono contrario all’uso dei clowns nelle tendopoli.
Abbiamo già tantissimi pagliacci in città ,tra l’altro pagati profumatamente a spese della collettività .
Abbiamo persino i nani !Anzi le nane!
Comunque questi fenomeni da baraccone non meritano pure la vacanza al mare.
Che tornino nei baracconi a fare spettacolo!
Il popolo li vuole!
Il popolo vuole ancora vedere i loro sketch.
Il popolo vuole ancora sentire raccontare la storia di quattro imbecilli senza arte nè parte che ,a causa di un equivoco e dei tempi bui,sono diventanti qualcuno.
Quanto ancora li possono sopportare i pesciaroli?
Il loro deretano facciale farebbe venire l’urto di nervi anche a San Francesco d’Assisi.
Ma lo spettacolo si fà solo un pò aspettare.
I pesciaroli daranno loro un sonoro calcio in culo che li scaraventerà di nuovo sul palco e io già comincio a ridere perchè non era male come entrata scenica.
Musica maestro!
Pieno appoggio al piano di Doczon, staniamo dalle case gli sciacalli (politici, imprenditori corrotti e anche concittadini che hanno usufruito della pappatoia) che si sono mangiati questa città nel dopoguerra.
Anzi, propongo un passo ulteriore: visto che è vera la legge secondo la quale la mela non cade mai troppo lontano dall’albero, propongo lo stesso trattamento anche per la seconda e terza generazione.
Allora sì che nel giro di pochi anni saremmo ancora la Perla degli Appennini!
Benvenuti in città Signori!
Sono uscite sul sito della protezione civile le ordinanza che regolano la ricostruzione degli edifici classificati ABC.
Da una prima scorsa veloce ormai risulta evidente che la protezione civile sta´organizzando il funerale dell´Aquila.
In effetti, se ben ricordiamo,l´unico successo dell´istituzione sono stati i funerali ,svolti a Roma,di Sua Santita´Servo di Dio San Giovanni Paolo II.
E ,come nel caso delle celebri esequie,i piu´grandi della terra verranno a presenziare.
La forma si chiama G8,ma in sostanza si trattera´di un funerale trasmesso in mondo visione.
Propongo di vestirci tutti a lutto e prendere una bara vuota usata dalle rovine del campostanto.
Poi ci rechiamo alla Scuola esso sotto a coppitu e lasciamo la bara davanti alla caserma mentre i leaders si ingozzano di assaggini di primo e varie altre golosita´messe a disposizione dal governo.
Berlusconi aveva promesso dei solidi aiuti davanti alle bare delle vittime.
Non si deve preoccupare ,lo stanno aspettando dall´altra parte.
Ho letto anche io le carte igieniche altrimenti denominate come ordinanze del Presidente del consiglio.
Le ipotesi sono due.
A) I consulenti legali del governo e della protezione sono tra i sostenitori della teoria che l’uso della cannabis non alteri le capacità cognitive.
In effetti ho visto qualcuno dei cosiddetti consulenti ,avevano due occhi come le cipolle rosse di tropea.Io ho pensato che fosse dovuto alla stanchezza,ma evidentemente mi sbagliavo.
B)Il noto pappone (papi per le sue compagne di merende) si è accorto di avere a che fare con dei burini di alta montagna e si comporta di conseguenza.
Contrariamente ad alcuni concittadini che si dichiarano ,con una certa autostima malata, come “Forti,gentili ,ma non fessi” io ,con molta umiltà , faccio presente di essere debole, cafone e pure stupido ,ma a questo presidente del consiglio da film con Alvaro Vitali e Lino Banfi ,vorrei dire quanto segue:
“Quando hai finito di imbottirti di viagra ,arrotola le due ordinanze e ficcatele su per il sedere.Ci dovrebbero entrare ,ma se hai qualche difficoltà ,chiedi l’esperto aiuto della carfagna e di qualche altro ministro!”.
La stampa locale ancora non si occupa delle ordinanze.
L’intellighenzia cittadina,ma anche il golosetto comune stà cercando di capire come cacciarci i soldi e guadagnare qualcosa dalla disgrazia.
Zitt!Zitt! Aumma.. aumma…occhietto avido e breve scambio smozzicato di impressioni.
Tanto è inutile.
Se non c’è trippa per gatti, cosa possono aspettarsi i topi di fogna?
P.S. Ieri ho visto bertolaso che portava la pezzopane a guinzaglio e cercava di spiegare a cialente come si usa il pallottoliere.
Consiglio di salvare in memoria le ordinanze ,perchè sono talmente demenziali che probabilmente le leveranno.
Tecnicamente si chiamano atti abnormi.
Già immagino le liti condominiali in base ad delle ordinanze finte di fronte ad un tribunale che non c’è per ottenere dei soldi promessi in base ad un comunicato stampa.
L’Aquila ha spesso regalato, a chi le sa apprezzare, delle notevoli pieces teatrali di surrealismo d’avanguardia.
Aspettate e vedrete.
Ma avete visto le foto dei puttanoni in tanga nella villa di Berlusconi pubblicate sul el pais?
Il Presidente,nell’immediatezza del sisma, aveva offerto dei posti nelle sue case.
Sapete per caso se l’invito è ancora valido?
Perdonate l’auto-commento all’articolo, ma la tematica e i tempi lo richiedono.
Ho appena finito di leggere le due ordinanze, con un’attenzione particolare alla 3779, riguardante gli edifici B e C, la più corposa e articolata come era da aspettarsi, riguardando la più larga fetta dei casi.
Non mi esprimo ancora in merito, seguirà articolo di approfondimento con allegati al seguito, in modo da avere un quadro più o meno completo della situazione.
Una cosa è certa, aldilà delle cifre sbandierate in questa ordinanaza (che per definizione, lo ricordo, non può stanziare fondi ma solo decidere l’utilizzo di fondi prestanziati…e quindi ahimè utilizzare fondi che nel precedente decreto non ci sono), la base di tutto è una sola: i soldi non ci sono!
E non lo dico io, guarda caso, ce l’ho ha detto il Sig. Sindaco faccia a faccia in un recente incontro.
Bene, lungi da me il pensare che quella affermazione fosse una stilettata di propaganda pre-elettorale (ma nooooo, ma daiiii)…fatto sta che:
- In tempi non sospetti il nostro Pres. del Cons. disse che avrebbe attuato la ricostruzione senza mettere mano nelle tasche degli Italiani;
- il Sig. Sindaco afferma invece che senza una tassa di scopo (addizionale IRPEF che secondo loro dovrebbe essere intorno allo o,11- 0,12% per recuperare in 10MILIARDI per la ricostruzione dell’Aquila) non si va da nessuna parte;
- la gente adesso gioca a poker e quindi gioca meno ai gratta e vinci
Corollario:
- hanno emanato 2 ordinanze a campagna elettorale chiusa, e non “…dopo soli due mesi dal sisma…” come il sito della Protezione Civile vanta;
- stiamo parlando di ordinanze che indicano l’uso di fondi che non esistono;
Vuoi vedere che risultati elettorali alla mano questi soldi saltano fuori?
P.S.: chi di voi, residente in un condominio e rientrante nella casistica contemplata dalle due ordinanze ha indetto una riunione di condominio ad oggi?
x truzzo,
lascia perdere.. ti mettono a raccogliere i preservativi usati.
Comunque stò aspettando il servizio completo di el pais per fare un video su berlusconi,noemi,topolanek ect. ect.
La musica ovviamente è la seguente:
http://www.youtube.com/watch?v=5vGYHgXcGeE
Io non vorrei essere pedante,ma sembra sufficientemente chiaro che i soldi non ci sono.
Le riunioni di condominio finiranno come quei collettivi anni 70 quando ognuno raccontava la sua esperienza.
Tuttalpiù se avete un jet executive (con un pilota bravo) potete adesso atterrare a preturo e scambiare quattro chiacchiere con i simpatici indigeni locali.
Io comunque quelli del secret service usa non li capisco.
Tecnicamente la valle aterno è una perfetta trappola per topi circondata da montagne e con strade obbligate.
Se ci và bene avremo anche noi solo un Giuliani(a L’Aquila ce ne sono tanti) che non è un black block ,ma solo uno che va per frasche per evitare il cesso chimico e viene falciato dal fuoco incrociato di 15 servizi segreti diversi.
Speriamo almeno la vittima non si chiami giuliani altrimenti il surreale comincia a diventare inquietante….
Questo link può aiutare qualche incredulo a comprendere meglio le dinamiche fluidificatorie della liquidità operate dalla protezione civile nell’ambito delle situazioni di emergenza.
http://www.9online.it/blog_emergenzarifiuti/2009/05/27/acerra-in-rodaggio-ma-bertolaso-non-paga-gli-operai/
Questo invece fa capire lo spostamento del g8 a L’Aquila….notare le date.
http://www.regione.sardegna.it/j/v/491?s=112196&v=2&c=1489&t=1
ROMA, 5 giugno (Reuters) - Il Ponte sullo Stretto di Messina ci sarà e i lavori inizieranno presto, secondo il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
“La scorsa settimana ho visto [l'Ad di Ponte sullo Stretto spa, Pietro] Ciucci: presto inizieremo i lavori per il Ponte. Garantisco che ci sarà , il Ponte sarà fatto, ci tengo. E’ un’opera epocale e sarà tutta italiana”, ha detto Berlusconi nel corso della registrazione del programma di Canale 5 Matrix.
In questo modo i cannoli siciliani raggiungeranno in tempo di record il continente!
Ma pure il pesto calabrese arriverà fresco sulle tavole dei siciliani.
[...] http://colta.info/2009/06/06/solide-basi-per-solide-estensioni/ [...]
Le parole di Paolo avevano un altro significato: non erano riduttive ai semplici (e purtroppo volubili) concetti di appartenenza e speranza. Sapete tutti che chiunque rilascerà un commento su questo sito sarà contro qulasiasi decisione del nostro fallimentare Governo. Tutti siamo dalla stessa parte…Dunque sarebbe bene iniziare a contare le braccia ed utilizzarle per un altro scopo…
Grazie del link. Si fa come si può, da lontano e nello spazio virtuale.
L’Accolita ha una particolare simpatia per chi è incazzato e ha qualcosa di intelligente da dire. Per chi va sempre “in direzione ostinata e contraria”.
L’Accolita sta dalla vostra parte.
L.J.
Però però però……. però tutti a parlare male del papinano ma se è vero che in Abruzzo il suo bel 35% se l’è preso….. ora mi chiedo se hanno votato solo i suoi (e allora chi non ha votato dovrebbe farsi un esamino di coscienza) oppure alle parole non seguono i fatti.
Scusate se sembro polemica, non è mia intenzione, ma vedere la lega al 10% mi fa venire il voltastomaco, e sapere che con questo governo L’Aquila sarà presto privatizzata e gli Aquilani non saranno più proprietari della loro città , mi deprime.
Beati quelli che hanno avuto il terremmoto prima di Berluspapi verrebbe da dire leggendo il decreto n 39.
IL GRANDE INGANNO DEL DOPO TERREMOTO IN ABRUZZO
http://www.youtube.com/watch?v=KzCtqN_eXGA&feature=player_embedded
lamò